Balneari: ok al decreto, ma attenzione ai canoni

Le linee guida della riforma piacciono ai titolari degli stabilimenti che da anni combattono

Dopo la proroga delle concessioni demaniali marittime portata a 15 anni, arriva la bozza di decreto del Governo per riformare la gestione delle spiagge italiane, rivisitare i canoni demaniali e, al contempo, evitare provvedimenti di infrazione legati all'applicazione della Bolkestein il cui aspetto più temuto è sempre stato la messa all'asta delle imprese.

 

L'Europa ci tiene d'occhio, lo sa il ministro Marco Centinaio e lo sanno i titolari degli stabilimenti, che oggi guardano alla mappatura delle aziende balneari, agli standard di qualità e ai ritocchi dei canoni demaniali come a un passaggio obbligato per disegnare un futuro sicuro delle imprese, k maggior parte delle quali sono a conduzione famigliare.

 

«Oggi abbiamo una legge che ha ridato certezza al nostro comparto - dice Luca Callegarini di Fìba Confesercenti - certo, c'è ancora molto da fare, ma i titolari degli stabilimenti sono più tranquilli. Ora il governo deve lavorare sull'articolato della riforma prevista dalla legge 145 del 2019 con la quale sono state estese le concessioni».

 

Le linee guida della riforma, ricorda, dovevano essere licenziate entro il 30 aprile, non è accaduto, in ogni caso il dialogo con il Governo non ha subito battute d'arresto. «Sono certo che si farà il possibile per mandarla in porto dice - anche il mondo politico è consapevole della necessità di rivedere Bolkestein». La proposta di un elenco ministeriale, dove iscrivere i balneatori con almeno un paio di anni di esperienza e con tanto di valutazione a punteggio in base al rapporto investimenti-utili, servizi fomiti e bilanci trasparenti non delude e dovrebbe garantire la continuità delle singole imprese.

 

«Nessun problema sugli standard di qualità, non abbiamo di che temere - dice Nicola Spinabelli di Cesb Estensi, Spina - mi auguro invece che, la rivisitazione dei canoni tenga conto delle caratteristiche delle singole località turistiche. Noi abbiamo spiagge estese, pochi ombrelloni e la riviera non brilla certo per i servizi. Non possiamo certo competeré con Rimini o Forte dei Marmi: è un fatto».

 

Si dice fiducioso Nicola Ghedini di Cna Balneatori. «Come ovvio è presto per dare un giudizio - spiega - confidiamo però nel rispetto delle promesse fatte dal ministro Centinaio e quindi m una soluzione legislativa definita e definitiva che ci conduca fuori dalle pastoie della Bolkestein».

 

Non È sorpreso Giuseppe Carli di Sib-Confcommercio. «Nulla di nuovo sotto il sole - spiega - classificare le spiagge potrebbe essere uno stimolo per migliorare l'offerta turistica. Quanto ai canoni, mi auguro si dia concretezza al principio d'equità che si dice di voler applicare. Non possiamo essere paragonati a località regionali ed extraregionali più famose».

 

Stralcio da RESTO DEL CARLINO FERRARA