Briatore dovrebbe sapere, i balneari sono tartassati

Lotti (presidente Assoturismo e vice presidente di Fiba Confesercenti): «Sono d'accordo solo sul rivedere i canoni per il resto sono accuse che generalizzano in un settore con tanti problemi»

Quello balneare è un mondo complesso e le sue componenti, difficilmente scindibili l'una dall'altra, devono essere valutate nella loro interezza, tenendo presente il principio della sostenibilità delle imprese. Ecco, dunque, che trattare di investimenti, tasse o canone senza considerare l'orizzonte entro cui si inseriscono è riduttivo.

 

È questa, in sostanza, la posizione di Fabrizio Lotti, presidente regionale Assoturismo e vicepresidente nazionale di Fiba Confesercenti, riguardo le ultime dichiarazioni di Flavio Briatore, il quale in un'intervista al Corriere deua Sera ha sostenuto, tra le altre cose, che gli affitti delle concessioni balneari andrebbero almeno triplicati. «Lo scandalo vero - ha anche detto Briatore - sono sempre stati i concessionari. Che non hanno mai portato valore aggiunto e mai assunto persone e hanno dato una proprietà non loro in affitto a un terzo».

 

Apriti cielo. Dopo questa dichiarazione, che prevedibilmente ha sollevato molte reazioni tra i balneari, Briatore, numero uno del Twiga, beach club di Forte dei Marmi, intervistato dal Tirreno ha dichiarato: «C'è stato un malinteso, con quella frase mi riferivo a chi subaffitta la concessione». Ma ormai la pietra era stata lanciata e il dibattito sull'argomento è più aperto che mai.

 

«Ammiro il lavoro di Briatore, ma non può mancare di rispetto ai colleghi - afferma Lotti -. Bisognerebbe, poi, conoscere le varie situazioni nel dettaglio ed evitare di fare discorsi generalizzanti. Credo che sia giusto attuare un percorso di ridefínizione dei canoni, il quale dovrebbe servire soprattutto ai 250 colleghi pertinenziali che sono attualmente sottoposti a valori molto alti. Ma la tematica deve essere inserita in un contesto più ampio». Un'analisi attenta della situazione, secondo Lotti, non può prescindere da una riflessione sulle imposte: Iva, Tari e Imu.

 

«L'Iva, per i balneari, è al 22% e questo non ci rende concorrenziali con il resto d'Europa. Non possiamo fare il paragone con Francia e Spa- gna. Un'imposta simile andrebbe pianificata a livello europeo. Credo inoltre che le aliquote Tari e Imu dovrebbero essere riviste, perché sono troppo alte». Quantità del canone e ammontare delle tasse sono valori che devono creare un contesto tale da garantire «la sostenibilità delle aziende».

 

Fabrizio Lotti conclude parlando di Piombino. «L'imprenditoria balneare in Costa Est è iniziata nel 2000. Abbiamo creato servizi, dimostrando che in questo territorio è possibile fare turismo, con presenze che, con il tempo, sono aumentate. Del resto il sistema delle imprese balneari italiane è composto principalmente da piccole e medie aziende a conduzione familiare e questo, negli anni, ci ha permesso di creare una forte offerta. Da tutto ciò non si può prescindere».

 

Stralcio da TIRRENO PIOMBINO ELBA