Cilento, il pienone di agosto grazie al turismo campano

È un agosto d'oro per il Cilento. Spiagge affollate e presenze da record. Il turismo cilentano resiste. Più forte dell'incubo coronavirus, dei disagi provocati dal distanziamento sociale e dalle misure preventive adottate per evitare il diffondersi del contagio. Le bellezze della costa e dell'entroterra del Parco del Cilento restano un'attrazione importante. Si temeva il crollo, invece il mese di agosto sta facendo registrare numeri maggiori rispetto all'agosto scorso. Raffaele Esposito, il presidente di Confesercenti Salerno, ostenta ottimismo.

 

«Per l'area a sud della provincia - spiega - registriamo dati confortanti. Tante presenze, sebbene limitate al mese di agosto. Per il 60 per cento si tratta di turismo regionale, il restante 40 per cento è rappresentato da presenze provenienti principalmente dal Lazio, Abruzzo, Marche, Lombardia, Basilicata e Puglia».

 

Negativi i dati di giugno e luglio. «Il mese di giugno è stato condizionato dal cattivo tempo e dall'incertezza dovuta al Covid. A luglio, invece, abbiamo assistito a un turismo mordi e fuggì». Boom di presenze ad agosto.

 

«Ma per recuperare qualcosa in più - spiega Esposito - speriamo in una coda d'estate senza Covid e all'insegna del bei tempo. Soprattutto - conclude - confidiamo in un rinvio dell'apertura delle scuole al primo ottobre».

 

Agli operatori turistici non è piaciuta l'esternazione di De Luca su una ipotetica chiusura della Regione a fine agosto. «Dopo le sue dichiarazioni - spiegano Rossella Cantisanì e Antonio Luisi, proprietari della "Casa di Paolo", struttura di lusso a due passi dal lungomare di Marina di Camerota - abbiamo ricevuto numerose disdette. Si è trattato di un inutile allarmismo. Perché terrorizzare in questo modo i turisti?». «Fortunatamente - continuano - abbiamo quasi il tutto esaurito fino a ottobre. Stiamo cercando di recuperare i mesi persi e abbiamo investito molto per assicurare ai nostri ospiti la massima sicurezza».

 

Quello che sicuro non manca in Cilento è l'ottimismo. «Siamo miracolati - racconta Vincenzo Mazzeo del b&b "II Castello di San Sergio" a Centola quest'anno pensavamo di non aprire e invece dal 15 giugno non abbiamo una stanza libera. Sono mancati gli stranieri e abbiamo perso mol to in primavera - continua - ma adesso abbiamo recuperato tanto».

Sulla stessa linea Giuseppe Volpe, imprenditore del Consorzio turistico "Cilento di Qualità". «Fino adadesso la stagione turistica è stata molto positiva - spiega - i primi bilanci parlano di un fatturato pari, se non superiore, a quello del 2019, riferito però a un periodo di apertura più limitato perché molte strutture hanno aperto in ritardo. Il flusso turistico · aggiunge · è stato sostenutissimo, sia per gli italiani che hanno evitato di andare all'estero, sia per gii incentivi disposti dal governo.

 

E si sono rivisti anche turisti provenienti dalla Lombardia, Veneto, Emilia Romagna e Piemonte che daanni mancavano perché diretti altrove». In aumento anche il turismo regionale. «E necessario però - tiene a precisare Volpe - fare un ulteriore sforzo per qualificare l'offerta e per attrarre un flusso turistico migliore per qualità e capacità di spesa e quindi adatto a incrementare occupazione e redditi».

 

Purtroppo, negli ultimi giorni, hanno fatto il giro del web le immagini degradanti dì un accampamento realizzato dai bagnanti su una spiaggia di Marina di Camerota. «Siamo stati letteralmente invasi - spiega Félix D'Andréa, presidente della cooperativa di barcaiolì Cilento Blu - non ci aspettavamo questo boom. Però la qualità del turismo è molto bassa.

 

Ogni giorno siamo costretti a combattere con l'inciviltà di chi non è abituato a rispettare le regole». «Ho perso molti clienti del nord racconta Amelia Esposito, titolare dell'hotel America-quando hanno visto tanta gente sulle spiagge e nei lìdi hanno avuto paura e sono andati via».

 

Ma ad avere la peggio in questa strana estate sono le grandi strutture. «Ci siamo difesi - racconta Mario Giuliani, titolare del villaggio Blue Marine - ma recuperare solo con il mese di agosto è impossibile. Abbiamo una perdita che sflora il 40 per cento». «Per rispettare tutte le norme antiCovid spiegano invece dall'Happy Village - abbiamo ridotto la capienza al 50 per cento. Abbiamo deciso di aprire !a struttura per rispetto dei nostri ospiti affezionati e per i circa 250 dipendenti che, diversamente, sarebbero dovuti restare a casa». 

 

Stralcio da Repubblica di Napoli