Divieti di balneazione preventivi in caso di maltempo, i balneari di Massa dicono sì

Divieti di balneazione preventivi in caso di forti piogge per rinviare i campionamenti di Arpat? Perché no. Ci stanno facendo più di un pensiero i balneari massesi che però sono chiari in merito: una soluzione ‘tampone’ che può aiutare ad evitare una cattiva promozione turistica ma la priorità restano i lavori di sistemazione delle fognature, dei depuratori e una lotta puntuale agli scarichi abusivi.

L’idea è semplice e in Emilia Romagna la applicano già da tempo, come ha sottolineato l’agenzia regionale per la protezione ambientale. Le date di campionamento sono infatti prefissate rispetto alla stagione balneare e solo in caso di evidente forza maggiore si possono rimandare. Il reticolo idraulico non è perfetto, così come il sistema di fognature nere e i relativi di impianti di depurazione? Significa che un’analisi effettuata in condizioni di forte pioggia rischia di provocare un divieto di balneazione nelle 48 o 72 ore successive, quando ormai il maltempo è alle spalle e magari splende il sole. Divieto in spiaggia con i turisti che vorrebbero (e potrebbero) fare il bagno tranquillamente, visto che le analisi suppletive di solito sono quasi sempre nei limiti di legge per i batteri fecali.

Con un divieto di balneazione preventivo, emesso dal Comune in occasione di allerte meteo specifiche, si impedirebbe di tuffarsi in mare proprio nei giorni del maltempo, tutelando la salute dei pochi ‘coraggiosi’ e rimandando il campionamento ai giorni successivi. Salvando anche la classificazione delle acque di balneazione, elemento essenziale per la Bandiera Blu. E i balneari sono pronti a sedersi al tavolo con il Comune e Arpat per provare a stilare un protocollo che metta nero su bianco una possibile applicazione.

«E’ una soluzione temporanea plausibile – sottolinea Stefano Gazzoli, Fiba Confesercenti – Si tratta di divieti preventivi che riguardano situazioni anomale e possono essere istituiti dall’ente pubblico per la tutela della salute e non come divieto per il mare inquinato. Certamente non si possono applicare ogni qualvolta si prevede pioggia, altrimenti l’immagine che passa è quella che si ha paura di un inquinamento continuo. Ma nei territori turistici possono essere una soluzione, da mettere in pratica magari in situazione di allerta meteo più o meno elevata». In fondo, in caso di forti temporali anche fare il bagno è un rischio a prescindere, con la bandiera rossa che sventola alta, e un divieto preventivo a tutela della sicurezza pubblica non rappresenterebbe certo un danno d’immagine.

 

Stralcio da LaNazione.it