Fiba BAT: le concessioni demaniali tra richieste, modifiche e novità

Una provincia che si affaccia sulla costa adriatica per diversi chilometri attraverso ben quattro Comuni: il mare come risorsa economica anche dal punto di vista turistico, con spiagge, servizi, strutture balneari. Ma anche con una gran confusione sulle concessioni: se ne parla in queste ore a Roma, dove i dirigenti territoriali, rappresentanti dei Balneari della Fiba Confesercenti Bat partecipano all'assemblea nazionale elettiva della Federazione Imprese Balneari di Confesercenti per ribadire «con forza che le imprese balneari - dice il direttore della Confesercenti Bat, Mario Landriscina - si trovano in uno stato di profondo malessere per la mancata soluzione di problemi vecchi e nuovi" e per "spingere l'intera organizzazione nazionale a prendere iniziative concrete e definitive verso il nuovo Governo che, attraverso il Ministro Centinaio si è impegnata seriamente a salvaguardare i diritti acquisiti dai nostri im prenditori».

 

Ma quali sono le problematiche: "L'attuale assetto normativo - spiega il presidente della Confesercenti Fiba Bat, Palmino Canfora - va profondamente riformato eliminando la condizione di precarietà e provvisorietà che oggi caratterizza le imprese che operano sul demanio marittimo; tale situazione ha provocato anche da noi un blocco totale di nuovi investimenti con conseguenze rilevanti nell'indotto e nelle aziende produttrici di attrezzature balneari».

 

La scadenza del 2020 (Direttiva Bolkestein) è dietro l'angolo: "Si deve subito mettere mano a un poderoso intervento legislativo che riordini organicamente l'intera materia ed affermare legislativamente la certezza del diritto e della buona fede di chi ha confidato nell'assetto normativo e amministrativo previgente, nel rinnovo automatico e nel diritto di insistenza.

 

Le proposte della Fiba Confesercenti: una durata minima delle concessioni demaniali marittime di 30 anni da riconoscere ed assicurare anche alle imprese attualmente operanti; il riconoscimento del valore commerciale dell'azienda da trasformarsi in ristoro a favore del concessionario alla scadenza della concessione; la sdemanializzazione delle aree che hanno perso le ca ratteristiche della demanialità e la loro cessione con diritto di opzione al concessionario; l'applicazione dell'aliquota Iva al 10%; una interpretazione definitiva del concetto di facile e difficile rimozione valevole per tutto il territorio nazionale; il superamento della stagionalità nel mantenimento delle opere e delle attrezzature balneari; la soluzione definitiva delle questioni in essere relative ai canoni pertinenziali.

 

Stralcio da Gazzetta del nord barese