Fiba Calabria: Pronuncia consiglio di stato su concessioni balneari un intervento devastante!

Un intervento dirompente, un terremoto che ha gettato nell’incertezza più profonda 30mila imprese, per lo più familiari, che oggi si trovano di fronte alla prospettiva di essere private del loro lavoro e di quanto hanno costruito nel tempo. Chiediamo al Governo di aprire urgentemente un tavolo di confronto con i rappresentanti delle attività balneari.”

 

Questa la decisione assunta oggi, a seguito di una giunta straordinaria della Fiba Confesercenti, commentando la decisione presa dall'adunanza plenaria del Consiglio di Stato che, ha stabilito la proroga delle concessioni demaniali marittime solo fino al 31 dicembre 2023. Imporre un termine così vicino creerà il caos e farà crollare gli investimenti. Il settore e le famiglie che vivono di questo lavoro avrebbero invece bisogno di chiarezza e di stabilità. Dovrebbero poter sapere domani quello che accadrà fra due anni, non vivere nell’incertezza. Inoltre, troviamo sconcertante che la sentenza sia entrata nel merito della durata dei titoli concessori: questo è un tema di competenza del legislatore, non dei giudici amministrativi.

 

Ci sono molti altri aspetti “oscuri” all’interno della pronuncia che esulano dalla problematica relativa al contrasto delle proroghe automatiche delle concessioni rispetto alle esigenze di concorrenza; mai nessuno di noi ha messo in discussione principi che, prima di essere dettati dalla “direttiva servizi”, sono appartenenti alla nostra Carta Costituzionale. Il punto è quando e come necessita porre in essere le procedure di concorrenza, già contemplate dal nostro codice della navigazione; questi sono gli elementi che sono contenuti nella legge 145/18, che con la pronuncia del Consiglio di Stato si vogliono cancellare. Una riforma -quella avviata con la Legge 145/18- che, tenendo ben presente le esigenze della concorrenza, rispondeva – tra l’altro- alle indicazione della sentenza della Corte di Giustizia Europea (sentenza promoimpresa) circa la valutazione della effettiva scarsità della risorsa ovvero dell’interesse transfontaliero. Non si può trattare questa tematica, dirimente per la gran parte del settore del turismo balneare italiano, in modo approssimativo (oserei dire a forfait, oppure per sentito dire!) e liquidare il tutto con una generica affermazione: “in Italia almeno il 50%, e sino al 70%, delle coste sono in concessione, pertanto di per sé la risorsa è scarsa”.

 

Falso! Ad esempio nella Regione Calabria soltanto il 25% -circa- della nostra costa è attualmente impegnata; secondo la nostra legge regionale (la n.17/05) ne sarebbe concedibile ancora - oltre- il 40%, perché si dovrebbe parlare di scarsità della risorsa? Chi volesse entrare in Calabria per esercitare l’attività balneare potrebbe certamente farlo chiedendo un pezzo di arenile nudo – così come abbiamo fatto tutti noi- e costruirci la sua bella esperienza imprenditoriale, ovviamente con tutte le difficoltà e sacrifici che ciò comporta; troppo facile cercare di “appropriarsi”, con meccanismi ad oggi oscuri, delle attività balneari create dai precedenti concessionari.

 

C’è bisogno di trovare una soluzione che garantisca la continuità e la tutela del lavoro di operatori balneari e dei propri dipendenti. Serve una riforma, non un colpo di spugna. La stessa sentenza del Consiglio di Stato prevede un indennizzo per gli attuali concessionari ed il riconoscimento delle professionalità. Sono due elementi imprescindibili per procedere ad una riforma organica del settore. Fiba Confesercenti, insieme alle altre associazioni di rappresentanza del settore, saranno a fianco delle oltre 30 mila imprese familiari che hanno investito ingenti risorse e lavorano nel settore turistico balneare, mettendo in campo tutte le azioni necessarie per garantire la continuità e la tutela del lavoro di operatori e dipendenti”.

Vincenzo Farina