Fiba Massa e Carrara: tutti al mare... ma non si sa ancora come

«Per quest'anno non cambiare, stessa spiaggia stesso mare», sì ma come?Cosa cambierà nel litorale massese? Quali protocolli dovranno applicare i balneari e quali regole dovranno seguire i bagnanti? Il decreto Conte di domenica 17 maggio detta disposizioni generali che gli imprenditori balneari, le spiagge attrezzate e le spiagge libere italiane, dovranno adottare. Le Regioni dovranno poi emanare protocolli specifici per le proprie coste.

 

Quindi per il momento i balneari apuani possono semplicemente prepararsi in base al Dpcm del 17 maggio. Sì, perché al mare si può già andare, ma i bagni non sono assolutamente pronti.

 

Dovranno comunicare tramite cartellonistica le informazioni sulle misure di prevenzione che siano comprensibili a clienti di altra nazionalità, accompagnare all'ombrellone gli ospiti e spiegare loro come comportarsi, rendere disponibili gel igienizzanti, preferire la prenotazione e mantenere un'elenco presenze per 14 giorni. A discrezione, si potrà misurare la temperatura corporea, impedendo l'accesso alla spiaggia in caso sia superiore a 37,5 gradi. Gli ombrelloni dovranno essere posizionati in modo da garantire una superficie di 10 metri quadrati ciascuno e tra le attrezzature, quando non posizionate nel posto ombrellone, deve essere garantita una distanza di almeno un metro e mezzo.

 

Provvedere a una regolare e frequente sanificazione di spazi e attrezzature, mantenere la distanza interpersonale e bisognerà evitare i giochi di squadra e attività che possono creare assembramenti. Tutto molto generico. Per i bar e i punti ristoro negli stabilimenti balneari bisogna rifarsi ai protocolli emanati per i bar e ristoranti. La questione non è facile per la gestione degli spazi comuni. Spesso per raggiungere il bar si passa dalla zona ristorante, c'è quindi promiscuità degli spazi.

 

Altra questione: chi controlla all'interno dello stabilimento e chi ha la responsabilità formale per poter riprendere il cliente in caso sbagli? Il rischio è che passi il messaggio della tolleranza. «Ci sono ancora alcune criticità - sostiene Lorenzo Marchetti presidente regionale CNA balneari -. Noi vogliamo che sia tutto specificato per essere in grado di garantire, a residenti e turisti, la massima sicurezza. Tutelare bagnanti, personale e imprenditori è la priorità. Aspettiamo che alcuni punti criptici vengano risolti».

 

A sostenere che sia un protocollo poco calato sulla realtà e con tanti punti nebulosi anche Stefano Gazzoli presidente Fiba Confesercenti. «Dall'uscita del decreto - spiega Gazzoli -, abbiamo individuato alcuni dubbi che speriamo poi vengano chiariti con i protocolli regionali. In particolare ci sono tré aspetti che avrebbero bisogno di qualche riflessione e di una guida più dettagliata e che riguardano alcune tipologie di piscine, le aree giochi dei bambini e il metodo di accettazione dei clienti».

 

Tanti sono i punti oscuri come, per esempio, la pratica di condividere ombrelloni, tende e cabine da parte di amici o comunque persone non appartenenti allo stesso nucleo famigliare. Da chiarire anche la frequenza delle operazioni di sanificazione degli spazi condivisi, come docce e servizi igienici. Nulla di tutto questo viene specificato, ma tutto rimandato, ma intanto la data del 3 giugno, quando la circolazione fra regioni sarà libera, si avvicina. 

 

Stralcio da LaNazioneMassaeCarrara