Fiba Messina: al via la stagione balneare

Ma i lidi devono fronteggiare molti ostacoli

Una città a forte vocazione balneare ma gli investimenti sono bloccati da una normativa che limita nel tempo le concessioni e il volume di affari soffre per la domanda che non riesce a intercettare i flussi turistici. È partita la stagione per gli stabilimenti messinesi che devono fare i conti con una serie di difficoltà non ultimi gli ostacoli burocratici e i vincoli di un contesto culturale che resiste ai cambiamenti. In atto ci sono 29 concessioni assegnate nel territorio messinese, per il 75% concentrate nella zona Nord, dalla foce del torrente Annunziata fino a Mortelle. L' affaccio a mare della zona sud è limitato dalla linea ferrata, da alcune aree industriali dismesse oltre che dal sistema portuale. Tra gli stabilimenti balneari che hanno avviato l' attività 19 sono associati alla Fiba, la federazione di categoria di Confesercenti. Che nel 2016 hanno impegnato 250 addetti con un contratto stagionale e un corposo indotto per un volume d' affari superiore ai tre milioni di euro. Siamo molto lontani dagli standard della Versilia e della riviera Romagnola dove ci sono stabilimenti che singolarmente hanno un fatturato a stagione anche di tre milioni di euro. Santino Morabito, responsabile provinciale di Federbalneari e da tre anni nella presidenza nazionale parla di un comparto che ha ancora possibilità di espansione. Il litorale della Zona Falcata consentirebbe una balneazione di prestigio a due passi dal centro cittadino, ma le grandi potenzialità devono aspettare che la Falce esca dallo stato di degrado in cui ancora versa. Nel frattempo l' imprenditoria che negli ultimi anni si è sviluppata intorno al mare si concentra sostanzialmente in un area limitata dove c' è ancora qualche lotto disponibile "ma bisognerebbe fare alzare la domanda, -dice Morabito- e dare concessioni più a lunga scadenza rispetto ai sei anni che la nor mativa ha previsto fino al 2013. Dopo si è proceduto con delle proroghe e la prossima è fissata al 31 dicembre 2020 ma questa precarietà ha frenato gli imprenditori negli investimenti". È in discussione una nuova norma che dovrebbe essere varata entro settembre, a quel punto le concessioni diventerebbero ventennali in linea a quanto è previsto da tempo negli altri paesi europei. "Ci siamo battuti in questi anni anche contro quegli studi di settore varati dal Ministero calibrati sui numeri di Rimini e Riccione, ben lontani da quelli registrati in Sicilia, Calabria o Puglia. A Messina c' è qualche stabilimento che sfiora il milione di euro ma è un fatturato raggiunto con l' intrattenimento, la ristorazione e solo per un 10% con la balneazione. L' industria balneare qui potrebbe superare i cinque milioni di euro di fatturato, ma non sarà possibile fino a quando si soddisfa solo una domanda interna senza riuscire a intercettare flussi diversi come ad esempio quelli crocieristici ai quali però sembra complicato proporre i servizi balneari". Malgrado questi limiti l' unica novità degli ultimi 20 anni nelle estati messinesi sottolinea Morabito sono stati i Lidi attrezzati e quella piccola economia che si è riusciti a mettere in circolo con una movida nella zona Nord che ha parzialmente riempito il vuoto lasciato da quelle manifestazioni legate al Ferragosto e alla Vara che non si tengono più. Malgrado ciò persiste una sorta di intolleranza nei confronti delle attività sulla spiaggia, specie nelle ore serali e manca anche un' attenzione istituzionale con un Pudm in discussione da circa un decennio. E poi c' è la burocrazia. "In Sicilia ci vogliono 33 autorizzazioni per aprire uno stabilimento balneare, più che nel resto d' Italia e una in più che per attivare una centrale nucleare in Francia" Altra anomalia tutta nostra riguarda poi le manutenzioni straordinarie obbligatorie per risagomare le spiagge. In tutta Italia i concessionari effettuano gli interventi dopo una semplice comunicazione alla Guardia costiera qui bisogna aspettare il nulla osta e sborsare 100 euro tra versamenti al Demanio e marche da bollo.

 

Stralcio da MessinaMetropolitana