I balneari in attesa: 'Legge di riforma non prima del 2018'

«Non c' è niente di più definitivo in Italia di una soluzione provvisoria». Vincenzo Lardinelli scomoda il "divo" Giulio Andreotti per rappresentare il limbo in cui sono oggi i balneari. Una terra di mezzo tra la sentenza appena pronunciata dalla Corte di giustizia europea e la futura riforma, che il Governo dovrà presentare entro ottobre. Per l' approvazione in Parlamento nel giro di qualche anno. Forse il 2018. Nel frattempo è stato approvato il provvedimento-ponte con cui si restituisce validità a tutte le concessioni demaniali, dopo la sentenza della Corte Ue che ha cancellato la proroga al 2020. Una specie di salvacondotto per i bagni.

 

«È un provvedimento che finalmente dà certezza alle imprese balneari, anche se solo nel breve termine», spiega Lardinelli. La norma consentirà alle imprese concessionarie di continuare a lavorare, finché il Governo non varerà la riforma generale del demanio marittimo.

 

«Si tratta ora - aggiunge Lardinelli - di lavorare con tutte le forze politiche impegnate nella stesura della nuova normativa, da approvare secondo le aperture favorevoli contenute nel pronunciamento della Corte di giustizia europea. Solo così - conclude il presidente della Fiba Confesercenti - si potrà ridare alle imprese balneari la forza e la prospettiva per tornare ad investire in quella che deve continuare ad essere l' eccellenza del turismo italiano».

 

La situazione, insomma, è di stallo. E l' impressione è che resterà tale per qualche anno. In questo momento, infatti, appare difficile fare pronostici su quando verrà approvata la riforma che stabilirà l' inizio della nuova era degli stabilimenti balneari. Con l' addio definitivo alla procedura di rinnovo automatico delle concessioni - che già non esiste più da qualche anno - e l' assegnazione tramite gara pubblica. Un principio, quest' ultimo, che la Corte di giustizia europea ritiene imprescindibile. Pur riconoscendo i diritti delle imprese balneari oggi esistenti.

 

«Il passaggio fondamentale della sentenza della Corte Ue - afferma Vincenzo Lardinelli, presidente nazionale di Fiba Confesercenti - è che per la prima volta vengono riconosciuti gli stabilimenti balneari in quanto imprese. In particolare vengono riconosciuti gli investimenti fatti fino ad ora, e la necessità di tutelarli. Fino a prevedere un risarcimento nel caso in cui la concessione venga revocata. Per la legge italiana, e intendo il Codice della navigazione, questa è una novità assoluta: lì si dice che in caso di fine della concessione i beni sul demanio finiscono allo Stato senza alcun indennizzo per il privato».

 

Date per scontate le gare pubbliche, dopo anni di battaglie contro le famigerate "aste", è questo per i balneari il punto nodale della questione: se saranno costretti ad andarsene, in caso di perdita dell' affidamento della gestione, vorranno farlo con un adeguato risarcimento. Che tenga conto degli investimenti fatti sulla spiaggia. Una battaglia che molti stabilimenti balneari hanno già promosso di fronte al tribunale di Firenze contro l' articolo 49 del Codice della navigazione. Che non prevede indennizzi per i privati "allontanati" dalle spiagge.

 

Stralcio da IlTirreno (ed. Viareggio)

 «Il passaggio fondamentale della sentenza della Corte Ue - afferma Vincenzo Lardinelli, presidente nazionale di Fiba Confesercenti - è che per la prima volta vengono riconosciuti gli stabilimenti balneari in quanto imprese. In particolare vengono riconosciuti gli investimenti fatti fino ad ora, e la necessità di tutelarli. Fino a prevedere un risarcimento nel caso in cui la concessione venga revocata. Per la legge italiana, e intendo il Codice della navigazione, questa è una novità assoluta: lì si dice che in caso di fine della concessione i beni sul demanio finiscono allo Stato senza alcun indennizzo per il privato». Date per scontate le gare pubbliche, dopo anni di battaglie contro le famigerate "aste", è questo per i balneari il punto nodale della questione: se saranno costretti ad andarsene, in caso di perdita dell' affidamento della gestione, vorranno farlo con un adeguato risarcimento. Che tenga conto degli investimenti fatti sulla spiaggia. Una battaglia che molti stabilimenti balneari hanno già promosso di fronte al tribunale di Firenze contro l' articolo 49 del Codice della navigazione. Che non prevede indennizzi per i privati "allontanati" dalle spiagge.