La categoria ammette 'Alcuni devono pagare di più'

Rivoluzione dei canoni demaniali in arrivo

Se ne parla da qualche anno, ma ora sembra che ci siamo: il vecchio sistema con cui lo Stato - e in generale le amministrazioni pubbliche - riscuotono l' "affitto" da chi gestisce le spiagge sta per andare in soffitto.

 

Giusto così: il sistema ha molte storture, con meccanismi di calcolo incomprensibili, e il risultato è che c' è chi paga cifre irrisorie. Con un margine di guadagno che non esiste in nessun altro settore d' impresa.

 

Va detto che la stessa categoria balneare auspica la riforma dei canoni. C' era anche un impegno sottoscritto dalla categoria con l' allora ministro del turismo Maria Vittoria Brambilla.

 

Rimasto lettera morta, non certo per colpa dei concessionari. Oggi il canone demaniale si basa su aree coperte e aree scoperte - le prime costano di più - e su una suddivisione tra categoria A e categoria B, relativa ai servizi offerti.

 

Questi parametri, spiega il presidente nazionale di Fiba Confesercenti Vincenzo Lardinelli, «sono arbitrari e causano storture difficilmente comprensibili. Ben venga, dunque, una riforma che calcoli il canone in base al metro quadro, e con una differenziazione tra zone di maggiore o minore pregio».

 

L' ipotesi allo studio del Governo prevede quattro o cinque categorie, con differenze di prezzo del 15-20% tra una categoria e l' altra.

La categoria di pregio in cui rientra Forte sarà inevitabilmente diversa da quella in cui rientrano Lido, o Torre del Lago.

 

«Un meccanismo del genere - prosegue Lardinelli - renderà più equo il sistema. Se ci saranno stangate? Può darsi, ma c' è anche chi pagherà di meno. Ed è giusto così». Da capire, invece, cosa farà la Regione. Che oggi fa pagare ai balneari un' imposta pari al 25% del canone statale.

 

Stralcio da IlTirreno (ediz. Viareggio)

Questi parametri, spiega il presidente nazionale di Fiba Confesercenti Vincenzo Lardinelli, «sono arbitrari e causano storture difficilmente comprensibili. Ben venga, dunque, una riforma che calcoli il canone in base al metro quadro, e con una differenziazione tra zone di maggiore o minore pregio».