La sfida vinta della Liguria: spiagge pronte per l`estate = Riviera dei Fiori, tempesta alle spalle Scatta l`operazione turismo giovane

Riparati i danni della mareggiata di ottobre. Le strategie per superare un'immagine

Si chiamano Scirocco, Libeccio e Maestrale. Fino a qualche tempo fa a Ventimiglia, incardinata come altre località della Liguria alla formula dello stabilimento balneare tradizionale, parlare di spiaggia libera attrezzata era un tabù. Ora ce n'è una e altre sono in arrivo, 9 mila metri quadrati su 25 mila di arenile libero. Per attirare una clientela nuova e magari ridurre la sofferenza del confronto. Oltreconfìne, appena al di là della vecchia dogana di San Ludovico, le spiaggette Mentone incantano i bagnanti, sono supersorvegliate, hanno i servizi di infermeria e i chioschi per rifocillarsi. In una giornata di sole, sono soprattutto le madri con i bambini a tuffarsi nelle acque che precedono il porto di Garavan.

 

La piccola Adèle nuota con i manicotti e mamma Paulette assapora un cono gelato. Quella di Ventimiglia è una svolta che, come tutte le innovazioni, si è attirata delle critiche. Ma tant'è, i tempi cambiano e le declinazioni dell'offer ta turistica anche. Così può iniziare da qui, appena oltre il confine francese ai Balzi Rossi, un viaggio nella provincia di Imperia che scatta ai blocchi di partenza della stagione balneare, dopo aver ripristinato a tempo di record i danni della mareggiata del 29 ottobre dell'anno passato. Le onde gigantesche hanno colpito in maniera minore rispetto ad altri punti della costa ligure, ma hanno lasciato il segno. Alla fine, il conto dei danni è arrivato a quota dieci milioni. Inizia da qui una corsa lungomare che si sviluppa lungo 66 chilometri per arrivare a Cervo e che lambisce, una dopo l'altra, le 450 spiagge tra attrezzate e in concessione agli stabilimenti.

 

Ci lavorano 4 mila persone più un indotto che gira intomo e rappresenta ovviamente una delle risorse più interessanti della provincia, visto che il turismo balneare rappresenta il settanta per cento di tutto il comparto. Può iniziare da qui il viaggio, dal tratto che va da Ventimiglia a Bordighera passando per Camporosso e Vallecrosia che hanno visto un ripascimento straordinario dopo il maltempo, oltre all'intervento storico iniziato negli anni Novanta (un lavoro da 20 milioni di euro del quale rimane da completare solo un breve tratto a Bordighera) mentre tutto il litorale diventa una testimonianza plastica dei lavori per completare l'opera. È stata una corsa contro il tempo.

 

«Non possiamo permetterci di perdere neppure una settimana di lavoro», è lo sprone di Gianmarco Oneglio, presidente regionale dei balneari Fiba, Confesercenti. Conferma: «Dopo il maltempo e i danni subiti, con grandi sacrifici e molto lavoro le strutture sono state risistemate in tempo». Anche i Comuni hanno fatto la loro parte grazie ai fondi arrivati dalla Regione. Poi lo stellone (ma ostinatamente cercato, non è solo fortuna) ha baciato gli sforzi. La bandiera blu sventola a Bordighera, Arma di Taggia, Santo Stefano al Mare, San Lorenzo al Mare. C'è il ritorno di Sanremo (che l'aveva persa nel 2013), edue new entry: Riva Ugure e Imperia. Per il capoluogo è la prima volta nella sua storia. Un'occasione d'oro, dopo lo straordinario assist arrivato a marzo dall'inchiesta del Sole 24 Ore, dove la città era comparsa al primo posto in Italia per la qualità del clima. Doppia occasione, anche per svecchiare e sottrarre la Riviera al passato lussuoso del Liberty divenuto però polveroso e un po'ingombrante.

 

Dicono il sindaco Claudio Scajola e la sua amministrazione: «Puntiamo a 200 mila presenze entro due anni, ma ci vuole una promozione mirata e al passo con i tempi». Gli stabilimenti più danneggiati anche qui hanno rifatto il maquillage a tempo di record, sul lungomare si danno gli ultimi ritocchi ma la stagione è salva. A Riva Ligure il sindaco appena riconfermato Giorgio Giuffr a è gongolante per la sua Bandiera Blu: «Questo non è un punto di arrivo ma di partenza» Certo, non dappertutto è il paradiso. Accanto a Imperia c'è Diano Marina e le ultime sparate del primo cittadino Giacomo Chiappori (ri) portano alla ribalta il problema dei problemi. La maledizione dell'acquedotto, con continue rotture e disservizi.

 

Diano è uno dei Comuni che più di tutti paga le conseguenze delle frequenti rotture delle condotte. L'ultima è arrivata qualche giorno fa e Chiappori accarezza l'idea di una class action contro le società di gestione: Così non si può andare avanti». L'incubo è rappresentato dal ricordo dalla stagione-catastrofe del 2017, con uno stop dietro l'altro. Il presiBandiera blu a Imperia «Ma ora ci vuole una promozione al passo dei tempi» dente regionale di Federalberghi Americo Pilati, che qui fa marciare due hotel, è sconsolato: «Abbiamo avvisato la clientela dei possibili disagi con dei cartelli ma non voglio credere di essere davanti ad un'altra estate di passione». Incalza: i provvedimenti tampone non bastano più: «Va messa mano a tutta la condotta fino aVentimiglia, serve un finanziamento statale, altrimenti fra 10 anni saremo ancora a questo punto». Ma Diano non è certo solo emergenza.

 

La Notte bianca è stato un successone e decine di volontari hanno partecipato alla pulizia dei fondali, portando via rifiuti di ogni tipo. In tutta la provincia si sono presentati in 500 per pulire le spiagge e restituire ai lidi la loro dignità troppo spesso calpestata dai maleducati del mare. Così il viaggio si conclude tornando a Sanremo. La stagione è già partita. Il dramma di inizio stagione, l'esplosione di una condotta fognaria e il conseguente divieto di balneazione, è alle spalle. Via libera ai tuffi. Come può la Città del Festival e del Tenco cercare di ingolosire i suoi turisti? Ancora con la musica, ovviamente, con la tré giorni di appuntamenti per la città che parte il prossimo 20.

Tante proposte ma per il gran finale è meglio andare sul sicuro, arriva Patty Pravo.

 

 

 

Stralcio da SecoloXIX