Lardinelli: La stangata delle spiagge in arrivo

La stangata sui canoni delle spiagge arriverà, prima o poi. Ma il "quanto" sta diventando più importante del "quando". Perché il Governo sta pensando di non limitarsi ad un aumento delle cifre pagate dai balneari, definite troppo basse dal ministro allo Sviluppo economico Carlo Calenda. L' ipotesi allo studio è il raddoppio. Una notizia che ieri si è diffusa tra i balneari, mettendoli in ulteriore fermento. Come se non bastassero la questione Bolkestein, i depuratori guasti e una stagione turistica che è già partita. Obiettivo supertassa.

 

La notizia spunta dal Documento di economia e finanza appena approvato dal Consiglio dei ministri. Lì si legge, a proposito delle concessioni dei litorali a scopo turistico: «La rideterminazione delle tariffe e dei meccanismi riferiti ai canoni demaniali attualmente in vigore, secondo i principi e criteri direttivi fissati con la delega (il disegno di legge governativo che è in discussione in Parlamento e che dovrebbe cambiare il modo con cui si assegnano le spiagge ai privati, ndr), consentirà un maggior introito per le finanze pubbliche.

 

Qualora si procedesse, come unica misura di revisione, al rialzo dei parametri per il calcolo dei canoni (importi al metro quadrato), si potrebbe avere un raddoppio del gettito rispetto a quanto incassato negli ultimi anni». Una parte di quanto incassato -- si spiega inoltre -- sarebbe destinata a Comuni e Regioni, per migliorare la rendita dei beni pubblici e per politiche ambientali. L' obiettivo sembra quello di introdurre una supertassa. Tenuto conto che al raddoppio del canone pagato allo Stato si aggiungerebbe un incremento proporzionale dell' addizionale versata alla Regione. Che è il 25% dell' importo. Calenda docet. Se sia un annuncio-spot, o una linea da cui non si intende più retrocedere, è difficile dirlo. Nelle scorse settimane il ministro Calenda aveva accusato i balneari di pagare poco: secondo i dati in possesso del ministero, sono 103 i milioni di euro incassati nel 2016 dallo Stato per l' affitto delle spiagge. Cifra che, non a caso, ritorna nel Documento finanziario.

 

L' obiettivo è chiaro: si vuole far cassa con i balneari. Non è una sorpresa: si sa che il disegno di legge che dovrà riformare il sistema delle concessioni, e che è in discussione in Parlamento, prevederà una revisione dei canoni. Oltre a un meccanismo di gare pubbliche, le cosiddette "aste", per l' assegnazione delle spiagge. «Il Governo -- si legge nel documento -- viene delegato alla revisione dei canoni concessori, che dovranno essere determinati con l' applicazione di valori che tengano conto della tipologia dei beni oggetto di concessione. Tali beni dovranno essere classificati in differenti categorie, relativamente alla valenza turistica, applicando a quelli di maggiore valenza un canone più elevato». Quello che colpisce sono le parole successive. Dove, come detto in precedenza, si parla di raddoppio. La reazione dei balneari. Tra i più arrabbiati c' è Graziano Giannessi, presidente regionale e vicepresidente nazionale del sindacato Sib. «Innanzi tutto -- dice -- quelle del ministero sono cifre fasulle: non è vero che diamo 103 milioni, ne paghiamo di più. Nel modello F24 che usiamo per il saldo del canone non esiste un codice di riferimento riservato ai balneari: quindi il ministero non può sapere il totale dell' importo versato, perché non può collegare le cifre alla categoria. Il raddoppio del canone demaniale, in ogni caso, è inaccettabile: ci sono stabilimenti che versano 20.000 euro, più il 25% alla Regione; se va in porto questa proposta passano da 25.000 a 50.000. Tutto questo senza alcuna certezza per il futuro, con la Bolkestein che incombe».

 

Secondo Vincenzo Lardinelli, presidente nazionale di Fiba Confesercenti, «si tratta di un testo fuorviante, frutto del lavoro dei tecnici. E lontano dall' impostazione fin qui tenuta dalla politica. Queste cose generano tensione e confusione nella categoria, già abbastanza innervosita». Lardinelli ha sempre ribadito «la necessità di riformare il sistema dei canoni demaniali: un riequilibrio che consenta di evitare ingiustizie sia in un senso che nell' altro. Ma queste parole ambigue fanno pensare a un aumento indiscriminato per tutti. Anche per chi già paga cifre importanti».

 

Stralcio da IlTirreno di Viareggio