San Benedetto: l`addio a Peppino anima del turismo

Storico gestore dello chalet Don Diego è morto a 60 anni

L'addio a Peppino anima del turismo Storico gestore dello chalet Don Diego è morto a 60 anni.

Offidano di nascita, grottammarese di adozione. Un ristoratore esperto, un imprenditore dalle tante idee ma soprattutto un amico per tantissime persone. Peppino De Santis era questo e molto altro. Le voci dei tanti che lo conoscevano e che ora lo piangono parlano all'unisono e descrivono a chiare lettere quanto sia grave la perdita dello storico gestore dello chalet Don Diego, scomparso a 60 anni (la prossima settimana ne avrebbe compiuti 61) per le conseguenze di una malattia che da poco tempo aveva scoperto di avere.

 

L'attività Giuseppe, questo era il suo nome "vero", era l'anima del ristorante che si trova sul lungomare di Grottammare e che compare tra i migliori locali descritti dalla guida Michelin 2019. Era dirigente della Fiba Confesercenti regionale ed è proprio dalla Confesercenti che la dirigente Elena Capriotti insieme alla presidente del settore turismo Antonia Fanesi lo ricordano con affetto: «Ricordiamo il suo entusiasmo alle riunioni - spiegano - ed il suo modo diretto di rivolgersi alle persone con sincerità e genuinità».

 

Il suo locale era divenuto anche una pietra miliare per gli incontri di Slow Food ed era noto per il modo in cui utilizzava, in cucina, le erbe aromatiche della sua serra. E proprio nella guida Slow Food il suo locale era divenuto ormai una presenza fissa. Da sette anni lo chalet Don Diego figura all'interno del volume nazionale edito dall'associazione enogastronomica, il cosiddetto sussidiario del mangiarbere all'italiana.

 

«Siamo in pieno genius loci - scrivevano parlando dell'attività di De Santis - ovvero abbiamo la migliore valorizzazione della vegetazione rivierasca e un felice connubio tra pesce quasi vivo ed erbe». A ricordarlo, nelle ore successive al decesso, c'è anche l'assessore al commercio del comune di Grottammare Lorenzo Rossi: «Peppe è stato un grande ristoratore - dice un professionista che ha saputo coniugare sempre il pesce del nostro Adriatico con le erbe e gli odori del suo "orto estremo", creato in riva alla spiaggia. E anche un esperto agrumicoltore capace disfida re il sale della brezza marina. Aveva gli orizzonti aperti. Ci mancherà».

 

La sua filosofia era quella del «No al Progresso gastronomico» e del cibo, il suo pesce appunto, che definiva «a chilometro 0,5». Infine il divertimento. De Santis infatti era anche camevaliere ad Offida, faceva parte della Congrega del Ciorpento. Lo slogan «Sono gli slogan - spiegava che contraddistinguono la filosofia dello Chalet Don Diego. No al pesce di allevamento, no al pesce di importazione o trasporto via gomma, si al pesce del nostro mare rigorosamente fresco di giornata. Seguendo questi due principi abbiamo voluto dare alla nostra cucina una connotazione esclusivamente sana e genuina, e soprattutto sicura, senza farci trascinare dal mercato globale della commercializzazione di ogni prodotto».

 

 

 

Stalcio da CORRIERE ADRIATICO ASCOLI E SAN BENEDETTO