Spiagge: Lardinelli: il sistema va cambiato

Intervista al presidente Fiba Confesercenti Vincenzo Lardinelli

 

«Il sistema dei canoni va cambiato. Non è corretto che alcuni bagni di Roma Imperiale paghino un terzo o un quarto di quanto si versa in uno stabilimento di Torre del Lago». Vincenzo Lardinelli , presidente nazionale del sindacato Fiba Confesercenti, è tra i balneari che hanno sempre ammesso che qualcosa non andava nel pagamento chiesto dallo Stato ai concessionari.

 

Quelli che la pensano come lui non sono una minoranza, contrariamente a quanto si creda: lo testimonia un protocollo sottoscritto dalle associazioni di categoria già nel 2009, a riprova del fatto che i bagni sono disposti a rivedere gli importi versati per la concessione della spiaggia.

 

«Anche arrivando al raddoppio degli stessi», ribadisce Lardinelli a sostegno di quanto affermato. A Viareggio la cifra media di quanto pagano i balneari si attesta sui 10.000 euro all' anno.

 

Che cosa ne pensa?

 

«Non ho elementi per confermare questi numeri. Ma se così fosse, allargando la media al resto della Versilia avremmo un introito complessivo per l' amministrazione pubblica di circa 4-5 milioni di euro, visto e considerato che gli stabilimenti sono quasi 450. Se i nostri quindici chilometri di costa producono questo volume di denaro, vuol dire che la stortura sta da un' altra parte del Paese. E non certo per colpa dei nostri associati. Ricordo che è lo Stato a determinare il canone demaniale. E ricordo anche che questa non è l' unica voce di spesa per la gestione».

 

A cosa si riferisce?

 

«Ad esempio all' Iva, che per gli stabilimenti balneari è al 22% a differenza di tutte le altre imprese turistiche. Che pagano il 10%. All' estero si versa anche meno. È una disparità che ci si dimentica sempre, ma che fa la differenza».

 

Tornando al canone, lei sostiene che il sistema va cambiato. In che modo?

 

«Oggi abbiamo una differenziazione sulla base dei servizi offerti. È un' ingiustizia. Significa far pagare più tasse a chi decide di investire di più. Le categorie di riferimento per il pagamento del canone devono essere più delle attuali due, devono differenziarsi per zona e, dal mio punto di vista, possono anche portare al raddoppio del canone. L' importante è che non si verifichino situazioni come la spiaggia di Capri che paga quanto un pezzetto sperduto di litorale in una zona senza servizi. Così come non si può pensare che un bagno di Torre del Lago versi oltre 40.000 euro, a fronte di una struttura che a Roma Imperiale a Forte dei Marmi versa un terzo o un quarto di quella cifra». 

 

 

Quanto costa l' affitto di una spiaggia? A Viareggio, in media, circa 10.000 euro all' anno. La cifra si ottiene sommando quanto versano alle casse dello Stato - tramite il Comune - i 123 stabilimenti balneari sulla costa viareggina per mantenere la loro concessione.

 

Il totale è di un milione e settantamila euro circa all' anno: la media, in realtà, fa 8.700 euro, ma per correttezza bisogna aggiungerci il 25% dell' imposta regionale sul canone. È chiaro che si rischia di incappare nel paradosso del pollo: c' è chi ne mangia due e chi nessuno, ma per la media ne hanno mangiato uno entrambi.

 

La cifra è comunque ridotta: sono poco più di 800 euro al mese, l' affitto mensile di un appartamento in città. E neanche di pregio.L' attacco del ministro. La questione dei canoni delle spiagge torna d' attualità dopo le parole di fuoco del ministro allo Sviluppo economico Carlo Calenda .

 

Il ministro vuole un registro per la trasparenza sulle concessioni in mano ai balneari: «Ci sono 25.000 concessioni che pagano complessivamente 104 milioni di euro - ha detto Calenda - Facendo una semplice divisione, il risultato è meno di quanto paga un ambulante per un banchetto 5x3. Cosa c' è di equo in questo?».

 

Calenda rincara la dose sostenendo che non c' è un dato nazionale. In Versilia le cose sembrano un po' più chiare. Il paragone spiaggia-banchetto dell' ambulante funziona meno: detto dei 10.000 euro per il canone dei balneari, per un posto al mercato l' ambulante ne paga circa 1.000 in dodici mesi.

 

Si può discutere se siano entrambe richieste ragionevoli, ma la differenza è evidente.Una questione antica. Resta il fatto che alla fine si torna sempre lì. Il canone demaniale è il peccato originale dei balneari: in pochi sanno che ci sono stabilimenti che versano anche 40.000 e a volte 50.000 euro all' anno; tutti sono a conoscenza che molti bagni versano poche migliaia di euro.

 

La sproporzione c' è: la ammette anche Vincenzo Lardinelli , presidente nazionale del sindacato balneare Fiba Confesercenti . «È assurdo - dice - che a Torre del Lago si paghi un terzo o un quarto di Roma Imperiale».

 

Ma i balneari non hanno fatto crociate per tenere i canoni così come sono: nel 2009 sottoscrissero un protocollo d' intesa con l' allora ministro del turismo Michela Vittoria Brambilla per rivedere gli importi verso l' alto.

 

Quel protocollo finì nel dimenticatoio, assieme all' operato del ministro Brambilla. Ora tutti danno per scontato che nella riforma delle spiagge in arrivo - c' è un disegno di legge del Governo in discussione in Parlamento - oltre all' introduzione delle procedure a evidenza pubblica per l' assegnazione dei litoriali si cambierà anche il sistema di calcolo dei canoni. Ci saranno diverse categorie, sia in base alla dimensione della spiaggia che al pregio della zona.

 

Un bagno ampio e importante di Forte dei Marmi dovrà pagare di più rispetto a un minuscolo stabilimento di Piombino. Ma questa, al momento, è solo un' intenzione.Martedì incontro a Roma. Si parlerà anche di questo nell' incontro fissato per martedì prossimo a Roma (ore 11) tra il ministro Calenda e i sindacati balneari.

 

stralcio da www.iltirreno.it