Via libera della Camera alle aste delle spiagge

Ora la palla passa al Senato in una corsa contro il tempo prima delle elezioni

La Camera dei deputati ha dato il via libera alle aste, o sarebbe meglio dire gare pubbliche, per l' assegnazione delle spiagge. È la prima volta che un ramo del Parlamento mette nero su bianco le "procedure di selezione" contestate dagli stabilimenti balneari, che temono di perdere le loro concessioni. Dopo che la direttiva europea Bolkestein, approvata nel 2006, è diventata nota anche nel nostro Paese. Con tre anni di ritardo, visto che dagli europarlamentari nostrani non era arrivata comunicazione. Mentre Francia e Germania si affrettavano a escludere le proprie imprese dagli effetti della Bolkestein.

 

Ora l' Italia deve rimediare per evitare una nuova procedura d' infrazione, più o meno una multa, dall' Unione Europea. E il disegno di legge delega che il Governo ha consegnato al Parlamento perché lo approvasse cerca di rispondere alle richieste dell' Europa. Le spiagge e le concessioni che permettono ai privati di trarne guadagno devono essere riassegnate con gare a evidenza pubblica.

 

Non prima di un "periodo transitorio", non quantificato, che faciliti l' approdo al nuovo sistema. Nel testo approvato dalla Camera si prevedono dei paracadute per la categoria: il riconoscimento della professionalità acquisita in anni di lavoro sui litorali e del valore commerciale delle imprese. Quest' ultima dizione è quella che, secondo i balneari, dovrebbe aprire le porte a una forma di risarcimento nel caso in cui l' imprenditore balneare perda l' asta. E quindi la propria attività professionale. Ma su questo, così come su altri punti della riforma, le certezze sono poche. L' unica è che i canoni demaniali aumenteranno.

 

«La norma - si legge nel dossier della Camera dei deputati - prevede l' applicazione di un canone più elevato ai beni di maggiore valenza», con almeno tre categorie che definiscano il peso di questo valore. E con quote percentuali degli importi da destinare a Regione e Comune. Per la Versilia, considerata zona turisticamente più attrattiva di altre, ci saranno stangate. Che cosa accade adesso? Il testo passa al Senato, in una corsa contro il tempo prima delle elezioni. Se il Senato lo approva, entro sei mesi il Governo - l' attuale o il prossimo - dovrà produrre il decreto o i decreti necessari perché la riforma venga applicata. In caso contrario il testo rimarrà lettera morta. E la categoria balneare si divide: da un lato ci sono i contrari al disegno di legge, con il sostegno del centrodestra che ha votato contro. Dall' altro ci sono i favorevoli, nel senso che ritengono necessario portare a casa almeno qualcosa.

 

«Nel caso in cui il disegno di legge dovesse saltare - spiega Vincenzo Lardinelli, presidente nazionale del sindacato Fiba Confesercenti - gli stabilimenti balneari sarebbero esposti da subito alle cosiddette "aste", senza alcun paracadute. Perché molte sentenze dei tribunali e il verdetto della Corte di giustizia europea ritengono non più valido il termine delle concessioni, che l' Italia aveva messo al 2020».

 

A quel punto, gli fa eco Riccardo Borgo del Sib Confcommercio, «servirebbe un' ulteriore norma-ponte per farci andare avanti senza finire gambe all' aria».

 

Non così la pensa Pietro Guardi, presidente dell' associazione balneari di Viareggio: «Le concessioni delle spiagge sono valide fino al 2020: una sentenza del Tar Toscana lo riconosce.

 

E il disegno di legge approvato, a mio avviso, non va bene». Mentre Emiliano Favilla, leader degli irriducibili, considera necessario «coinvolgere tutte le forze politiche, non solo il centrodestra che è già stato al Governo e ha fatto danni, sulla necessità di non procedere con le aste».

 

Stralcio da IlTirreno (ed. Viareggio)