Viareggio: gli arenili attendono il nuovo Piano per avere piscine e bar sulla sabbia

Le richieste dei gestori degli stabilimenti balneari: «Pronti ad investire ma dateci gli strumenti per farlo»

Tenuto conto che l'amministrazione comunale «chiede alle categorie del turismo di investire in qualità e servizi per intercettare i flussi turistici, gli stabilimenti balneari sono pronti. Ma ci servono gli strumenti per farlo»,è il messaggio forte che arriva da Pietro Guardi, presidente dell'Associazione balneari di Viareggio al termine di un'estate difficile per le categorie del turismo. Un messaggio non fine a se stesso, ma propedeutico di quel confronto che l'amministrazione del sindaco Giorgio Del Ghingaro dovrà avviare in tempi stretti per definire il nuovo Piano particolareggiato degli arenili (oggi Piani urbanistici attuativi), il primo cui l'assessore Federico Éåãéññ³ ha più volte dichiarato di voler mettere mano.

 

Sul tavolo del confronto Guardi mette le esigenze dei balneari della spiaggia di Ponente: «Importante nel nuovo Piano sarà lo sblocco dei lavori di ammodernamento di quegli stabilimenti balneari che avevano già iniziato le procedure burocratiche, alcuni già con autorizzazioni paesaggistiche, per la costruzione di nuove piscine». Su 125 stabilimenti balnearia Viareggio- sono i numeri forniti da Guardi «quarantadue hanno la piscina. E 4 sono in attesa di autorizzazione». Sono gli stessi stabilimenti che avevano presentato osservazioni in tal senso nel corso dell'iter per l'approvazione del Regolamento urbanistico e che si sono visti rimandati al "via",owero all'iter del "Pua" che verrà. Piscine ma non solo.

 

I balneari dal Molo alla Fossa dell'Abate, infatti, hanno bisogno anche di «una soluzione definitiva all'annoso problema dell'obbligo di rimozione delle strutture stagionali a fine estate e del conseguente avanzamento della linea che demarca i servizi di spiaggia». Ovvero quella linea che separa le strutture dello stabilimento dalla spiaggia intesa come ombrellonie tende. «È dal vecchio Pp5 risalente al 2006 che aspettiamo la soluzione definitiva a questo problema», ricorda Guardi.

 

E Jacopo Giannini, che insieme alla sorella oggi gestisce lo stabilimento di famiglia, "Alhambra", sulla Marina di Levante, aggiunge: «I clienti chiedono sempre di più un servizio bar sulla spiaggia». Bar e ristorazione, aggiunge Alessandro Meciani, titolare del bagno "La Pace" in Passeggiata: «Abbiamo la necessità di portare il servizio il più vicino possibile al cliente». Meciani ricorda anche il problema storico della linea di demarcazione "ubriaca" tra demanio statale e demanio comunale: «Gli stabilimenti della Passeggiata scontano due concessioni. Quella comunale va dalla via barellai alle prime due cabine. Se sarà mai applicata la Bolkestein andrà a gara la concessione demaniale statale. Ed ai titolari attuali rimane il resto». Meciani si augura che «il confronto con il Comune parta appena chiusi gli stabilimenti», «è dal vecchio Pp5 risalente al 2006 che aspettiamo la soluzione definitiva a questo problema.

 

Diversa è la situazione per i balneari di Levante che devono vedersela con il Parco e con il Piano delle gestione delle Marina della Darsena e Torre del Lago: «Piano scaduto», sottolinea Roberto Bertolucci, presidente del Consorzio Marina di Levante e membro del direttivo della Confesercenti Versilia e membro di Giunta della Fiba nazionale, «e del confronto con l'Ente Parco per il nuovo Piano non se ne parla».

 

Certo, è ancora in vigore il vecchio Piano, ma i balneari mettono le mani avanti: «Chiediamo che quantomeno venga conservata la precedente modalità di intervento», è la posizione di Alessandro Pardini, rappresentante dei balneari della Marina torrelaghese. Modalità che consentivano «piscine, ampliamento del numero delle cabine, la realizzazione di strutture ombreggianti annesse a bar e cabine». I balneari sono pronti a fare la propria parte, perché - sottolinea Guardi «il turismo balneare continua ad essere traino per l'economia del nostro comprensorio. E siamo una delle poche categorie che continua ad investire in qualità, nuovi servizi ed innovazione».

 

Stralcio da TIRRENO LUCCA