Deprecated: mysql_connect(): The mysql extension is deprecated and will be removed in the future: use mysqli or PDO instead in /var/ftp/fibaconfesercenti/config.inc.php on line 183 Liguria: Bagni marini smontabili, niente IMU. L' obbligo di accatastamento è correlato alla 'facile rimozione' | FIBA CONFESERCENTI


Liguria: Bagni marini smontabili, niente IMU. L' obbligo di accatastamento è correlato alla 'facile rimozione'

GRAZIE ALLA causa pilota instaurata dai titolari dei bagni Sempione di Sestri Levante, da oggi, con una sentenza che permette di uscire dall' equivoco, viene stabilito che gli stabilimenti balneari di facile rimozione non dovranno pagare l' Imu.

 

Lo ha deciso la Commissione tributaria regionale della Liguria discutendo un ricorso avanzato dai concessionari dei bagni Sempione a Sestri Levanteche si erano opposti all' accatastamento proposto dall' agenzia del territorio perché mancava il requisito di stabilità delle opere, correlato all' obbligo per il concessionario di rimuovere le strutture al termine di ogni stagione balneare.

 

"Che l' Imu non vada pagata da chi gestisce uno stabilimento noi lo abbiamo sempre sostenuto, - commenta Matteo Rezzoagli, coordinatore di Fiba Confesercenti Liguria - un gestore è come un affittuario: chi paga è il proprietario. Ci siamo sempre battuti per far avere giustizia ai gestori degli stabilimenti che si sono trovati a pagare una tassa su un bene che non é di loro proprietà. E dopo questo risultato concreto è necessario che tutte le amministrazioni comunali liguri prendano atto del provvedimento e lo applichino a tutti gli stabilimenti balneari per evitare ricorsi. La decisione della Commissione tributaria ha fatto chiarezza, da oggi se arriveranno richieste di pagamenti Imu si potrà ricorrere a chi ha deciso saggiamente di non farla pagare".

 

Tutto era iniziato con la notifica dell' Imu allo stabilimento. I gestori avevano eccepito "che lo stabilimento non avrebbe dovuto essere accatastato, stante la mancanza del requisito di stabilità delle opere correlato all' obbligo a carico del concessionario di procedere alla rimozione delle stesse al termine di ogni stagione balneare". In primo grado, la Commissione tributaria provinciale aveva annullato l' avviso di accertamento rilevando "sia un errore nell' attribuzione della categoria D/6, ritenuta attribuibile agli impianti sportivi, sia una carenza di motivazione nella determinazione della rendita, il tutto in un contesto di scarsa trasparenza". Avevano così presentato ricorso in appello sia i gestori dei bagni che l' Ufficio del territorio. Scrivono i giudici tributari nella motivazione della sentenza: "Risulta pertanto che l' obbligo di accatastamento sia correlato alla "facile rimozione" dei manufatti realizzati, nel senso che non sono soggetti ad accatastamento quegli stabilimenti balneari costituiti esclusivamente da strutture precarie di facile rimozione. Nella presente vertenza è possibile per il Collegio accertare in fatto, prendendo in esame gli atti del processo, che questo sia proprio il caso dei Bagni Sempione, essendo possibile per i concessionari installare le strutture all' inizio di ogni stagione balneare (1 maggio) con obbligo di rimuoverle al termine della stessa (30 settembre), non essendo previste opere fisse stabilmente ancorate al suolo. In presenza di una precarietà non solo strutturale, ma anche temporale, non sembra pertanto ricorrere un obbligo di accatastamento e quindi la doglianza della contribuente si appalesa fondata".

 

Stralcio da La Repubblica (ed. Genova)